Un giorno non troppo lontano, giuro, imparerò che esistono le bozze anche qui, ragion per cui posso evitare il passaggio per Word al quale, seppur per affetto legata, devo imparare a star lontana onde evitare di creare embrioni aggrovigliati di parole destinati a morire su se stessi.
Morire.
su.
se.
stessi.
Fa freschetto ed è novembre, e scrivere è difficile perchè un dolce,soffice,caldo e tondetto 'spiritello della fuliggine' mi afferra le mani giocoso.
Se qualcuno mi dovesse affidare il compito di aggettivare questo periodo direi: 'spaventoso'.
Riflettevo-come un trasparente, lucido vetro, non come un delizioso,lucente specchio- che da alcune realtà non si è mai del tutto fuori.
Confesso: di tanto in tanto capita che io torni a qualche vecchia abitudine, o magari no,ma mi piacerebbe seppur mi spaventi.
Mi sono imbattuta nei miei fantasmi ultimamente, di nuovo.
Quest anno ho iniziato il primo anno universitario e sono felice del cambiamento, della scelta che finalmente è una MIA scelta.
Ecco probabilmente me l'ero immaginato un po' diverso l'essere 'grandi', ed invece è un corri corri continuo ed un incessante dover porre consequenzialmente i momenti per poi accorgersi che magari l'ordine non era proprio quello scelto.
Nel mio caos di momenti che si susseguono a casaccio,dunque, ho trovato un attimo per fermarmi con me stessa.
Mi son guardata per un certo tempo.
Non troppo, nè troppo poco.
Ho percorso con un dito il mio viso, li mio seno, le mie braccia,e poi ancora: addome, fianchi, pancia,gambe,glutei.
I miei occhi mai, neanche per un solo istante, si sono scollati dal percorso di quel dito,ed infine si son ritrovati lucidi nel loro riflesso.
'DEVO DIMAGRIRE'.
un monito, un ordine, cosa questa cosa unica e sola che mi si è accesa nella mente?
Erano due anni ormai ,quasi, in cui pareva stessi recuperando un buon rapporto con il cibo, ed ora stasi.
Ho nuovamente alleggerito i pasti, che spesso vantano insalate di varia specie, e devo prestare attenzione a non diminuire le dosi.
Ho nuovamente quel fottuto pensiero che-a volte- mi porta a pensare di trattenere anche il respiro per sembrare meno 'piena'.
Sento nuovamente quella vocina che mi invita a nascondermi quando è il momento di riempir lo stomaco,e la voglia di piangere dopo aver al contrario stabilito che il giusto non guasta, o ancora la nausea che ormai è compagna fissa.
Che cosa fantastica la mente umana.
Mi scuso per lo sconclusionato flusso di pensiero e qui interrompo ché son le quasi cinque e il tè deve star su a bollire.
Eraclito una volta disse :''Non si può discendere due volte nel medesimo fiume e non si può toccare due volte una sostanza mortale nel medesimo stato, ma a causa dell'impetuosità e della velocità del mutamento si disperde e si raccoglie, viene e va." Dunque speriamo sta volta sia diverso, o magari proprio non sia.
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