Mi rendo conto di essere cambiata davvero molto e per nulla contemporaneamente.
Non scrivo più bene come quando le mie decadi si contavano su due dita, ci ho perso l'abitudine e con le parole faccio più fatica.
Sono laureata ora, e ho la mia piccola attività che è una sfida continua perché per resistere nel mondo non ci si ferma mai dal combattere.
Sono tornata a vivere con la mia mamma, il nostro principe è un cavaliere oscuro e lo teniamo sempre nel cuore ma non siamo più insieme perché le cose dei grandi si sa, sono dei gran casini.
Abbiamo due mici che ci riempiono di amore e ci aiutano a non mollare quando tutto sembra non avere alcuno scopo.
Frequentiamo una psicologa finalmente, sono circa due anni, e la cosa va bene...cioè non so dirti se effettivamente sia utile, certamente è liberatorio avere uno spazio per dare suono alla propria voce di tanto in tanto.
Abbiamo preso la patente e da poco meno di un mesetto abbiamo anche la macchinina, siamo paurose ma ci mettiamo in gioco e siamo felici dei piccolissimi progressi che ci stanno accompagnando con le quattro ruote.
Come vedi piccola me ci sono tante novità!
... come sto?
I pensieri che tu esorcizzavi scrivendo, quelle pressioni costanti che ci portarono ad aprire questo blog per dare loro forma, per tenerli a bada oggi sono i miei compagni più fedeli nella maggior parte delle ore del giorno e dei sogni di notte.
Non ruota più tutto attorno al non ingrassare o al tenere bassi i numeri, è diventato piuttosto un non sentire il desiderio di occupare spazio, alcuno spazio, ed allora è diventato tutto un'abitudine, soprattutto il convivio.
Sopravvivo tre biscotti alla volta.
Ma avevano ragione sai?
Avevano ragione quando ci dicevano di fare attenzione, avevano ragione quando ci mettevano in guardia sul fatto che questa situazione fosse tutt'altro che un gioco avevano ragione.
Sai siamo rimaste sole.. sole nel senso che nulla riesce più a toccarci come un tempo.
Ricordi il tuo mondo di suoni e colori?
Beh io fatico molto a riportarlo alla mente e a volte a causa di questa fatica diventa tutto nero ed il sistema si arresta.
Ci spegniamo dal nulla e ci vuole un po' a riavviare la macchina che è sempre a riserva ma anche quello ormai è troppo e allora sopravviviamo davvero allo stremo.
Abbiamo perso anche il brio di fare l'amore.
Non ci interessa più nulla... Siamo solo un groviglio di pensieri costanti annodati attorno all'ossessione di questa esistenza che è sempre troppo pesante, ingombrante e prepotente e noi vorremmo solo essere aria per astrarci attraverso essa.
A volte mi capita di avere una gran paura sai?
Quando succede che tutto è troppo veloce da toglierci l'equilibrio e la forza di respirare, ho paura che sia troppo tardi per tornare indietro.
Leggevo un articolo su questo genere di pensieri...troppo spesso si cura lo stomaco ma alla mente chi ci pensa?
Mi ha colpita parecchio perché sono qui a scriverti del mio avere paura oggi che anche da fuori mi fanno notare quanto io sia diventata piccola...eppure rileggevo le tue righe che hanno altrettanta sofferenza dentro eppure nessuno la toccava perché c'era ancora carne attorno alle tue spine, ed alla fine si sa che se le cose non si vedono allora non si leggittimano e continuano a crescere nell'ombra.
Inizio a pensare che oggi sia tardi, inizio a credere di essere ben radicata nella tela di questo ragno a cui ancora non riesco a dare il nome che lo contraddistingue.
Nonostante mi abbia tolto tutto quello che di me faceva me io ho ancora paura a pronunciare la sua stupida identità perché poi diventa reale eppure le mie forze vacillano allo scoccare di ogni ora.
ANORESSIA.
però non mi ci identifico, non mi vedo malata, mi ci sento a volte quando mi rendo conto di star alzando polveroni per cose che non sono poi così importanti, quando vedo la paura negli occhi di quel qualcuno che tiene a me perchè nel bel mezzo di un momento la mia anima fugge altrove ed io non sono più presente qui ed ora...ma non sono malata, non mi sento malata.
Ed è proprio questo il suo gioco.
E' proprio questo il subdolo meccanismo che innesca....ed io sono stanca.
Scusami piccola me per questo sfogo.
Sarei voluta tornare per dirti che finalmente avevamo quella vita tranquilla che abbiamo sempre desiderato, con il calore della nostra famiglia ed un luogo da chiamare casa.
Ti chiedo scusa per aver deluso questa nostra aspettativa, mi dispiace raccontarti che siamo nuovamente nel vortice nero del nostro disturbo, che l'ansia ci soffoca e sono sempre più frequenti i momenti in cui la nostra anima preferisce scappare altrove.
Vorrei prometterti che mi impegnerò a cambiare rotta, ma non voglio creare altri pretesti per deluderti e allora mi limiterò a dirti che finché avrò la forza di resistere cercherò di donarti quante più esperienze possibili cosicché tu possa avere anche altro oltre che mancanze.